Il tritarifiuti da lavello, un modo semplice di gestire dell'umido

Il tritarifiuti, detto anche dissipatore da lavello è un elettrodomestico atto a trattare i rifiuti alimentari tritandoli in modo da poterli scaricare come acque reflue nel lavandino della cucina. In questo modo non è necessario dovere raccogliere i rifiuti organici in appositi contenitori. Si risparmia, quindi, l'onere di dover conservare e gettare l'organico nelle periodicità dettate dalla raccolta differenziata.

 

Il tritarifiuti si installa sotto il lavello, in corrispondenza dello scarico. Generalmente tritura gli scarti alimentari, non tramite lame, ma attraverso dei dischi metallici che girando spingono gli avanzi contro le pareti, riducendoli in poltiglia. Un motore elettrico a induzione ad alta coppia, tra i 250 e i 750 watt fa girare un piatto solidale all'albero motore. Il motore gira tra i 1.400–1.800 g/min. I motori tradizionali a spazzole girano a velocità maggiori (2.800g/min) ma sono anche più rumorosi. Il motore a induzione è silenzioso ed esente da malfunzionamenti dovuti alle spazzole bagnate. Il piatto che circola ad alta velocità, in metallo, sminuzza i rifiuti che vengono a contatto con esso. Due alette sono montate all'estremità del plattorello e servono a far volare il triturato ai bordi della camera di scarico. Le increspature del piatto tritano il rifiuto fino a sminuzzarlo a dimensioni tali da permetterne il passaggio nelle aperture dell'anello, con il passaggio di acqua. Di solito c'è un tappo di gomma con l'apertura per il passaggio del rifiuto, che serve ad evitare il ritorno verso il lavello del rifiuto in fase di triturazione. Questo attenua anche il rumore della triturazione.

Garbage disposal innardsCi sono due tipi di tritarifiuti: quelli ad alimentazione continua e quelli a inserimento. I primi attivano il motore attraverso un pulsante pneumatico e poi avviene l'inserimento del rifiuto. Il secondo tipo permette l'introduzione del rifiuto nella camera di triturazione e poi si avvia in automatico il motore. Un tappo poi chiude lo scarico del lavandino durante la triturazione; questo sistema è il più sicuro da cadute accidentali di oggetti nello scarico in fase di utilizzo.
Alcuni dispositivi di alto livello hanno funzioni autopulenti di rotazione contraria delle lame ogni certo numero di giri di rotazione normale.
Esistono anche dispositivi a funzionamento ad acqua ad alta pressione. Al posto del piatto rotante con lame vi è un pistone con lame azionato ad acqua che tritura il rifiuto nella camera (camicia) del pistone. Questo richiede però una quantità di acqua notevole per il funzionamento.

Waste disposer

Tale elettrodomestico fu inventato nel 1927 da John W. Hammes, un architetto di Racine, che fondò l'azienda InSinkErator che lo commercializzò per la prima volta nel 1940. Per tanti anni fu proibito a New York City perché si pensava danneggiasse il sistema di raccolta rifiuti municipale. Dopo uno studio di 21 mesi del NYC Department of Environmental Protection il bando fu tolto nel 1997 con legge 1997/071 (amended section 24-518.1).
La direttiva dell'Unione europea relativa alle discariche e alla regolamentazione dei rifiuti, come in altri paesi, invita a separare i rifiuti organici rispetto a quelli che andranno genericamente raccolti nelle discariche per questa ragione. I rifiuti alimentari possono anche essere trasformati in compost a casa, evitando completamente la raccolta centralizzata; inoltre, alcune istituzioni locali hanno deciso di sovvenzionare i sistemi di raccolta di compost domestici. I rifiuti alimentari che arrivano nelle fognature attraverso i tritarifiuti sono trattati con altri liquami e vanno a comporre sostanze fangose.
L'articolo 107, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che ne regolamenta l'utilizzo in Italia è stato più volte modificato. L'attuale testo consente l'utilizzo di tritarifiuti in determinate condizioni. Di seguito l'articolo 9-quater del decreto legge 6 novembre 2008, n. 172: "Ai fini di una maggiore sostenibilità economica e gestionale dello smaltimento della parte organica dei rifiuti solidi urbani sul territorio nazionale e di una riduzione quantitativa dei rifiuti da avviare allo smaltimento finale, il comma 3 dell'articolo 107 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, è sostituito dal seguente: «3. Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura, ad eccezione di quelli organici provenienti dagli scarti dell'alimentazione trattati con apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili, previo accertamento dell'esistenza di un sistema di depurazione da parte dell'ente gestore del servizio idrico integrato, che assicura adeguata informazione al pubblico anche in merito alla planimetria delle zone servite da tali sistemi. L'installazione delle apparecchiature è comunicata da parte del rivenditore al gestore del servizio idrico, che ne controlla la diffusione sul territorio».".
Lo stesso articolo ha abrogato la norma di cui all'art. 2, cc. 8-bis e 19, del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, che ne vietava l'uso.

Di conseguenza il suo uso in Italia è permesso. Però si consiglia di consultare il Regolamento Comunale per compatibilità d'uso e agevolazioni sulla tassazione locale.

 

 

 

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